Vai Su

La Giusta Battaglia

La battaglia è quella giusta e va combattuta oggi. Questa non è una battaglia campale e non è un “dual tenzone”. Questa battaglia assomiglia più a una guerriglia, il nemico è nascosto, infido, camaleontico e c’è confusione nel capire chi è amico e chi avversario. I nostri primi nemici siamo noi. E’ una battaglia contro noi stessi. E’difficile distruggere la mentalità del voto “familiare” o del voto di scambio nei piccoli paesi. Ma noi ci proveremo.

E’ difficile rompere quel rapporto d’interessi con chi ci amministra. Ma noi ci proveremo. E’ difficile avere una giusta linea di coerenza che ti porta a combattere per i diritti del tuoi concittadini. Ma noi ci proveremo ad averla.

Noi della “Fratellanza”, il nostro primo nemico lo abbiamo sconfitto. La vecchia mentalità è stata debellata dai nostri cuori e dalla mente. Noi  possiamo dir con orgoglio che è stata fatta una scelta “col cuore libero”.  Adesso inizia un'altra battaglia. Quella democratica, dei voti, dei calcoli. Una battaglia importante ma non fondamentale per la nostra compagine. Perché per noi, se il 25 maggio otteniamo 3 voti o ne otteniamo 300, per noi le cose non cambiano. Perché l’importante è aver acceso “l’idea” di rinnovamento. Perché l’ importante è dare “l’esempio” per i giovani che verranno: il proprio futuro bisogna costruirselo no farlo costruire ad altri! Cammineremo a testa alta nelle vie del nostro paese, con orgoglio, perché abbiamo “combattuto” per le nostre idee e una persona che difende i suoi ideali non deve temere di essere giudicato.

I ragazzi che si sono esposti con me in questo cammino sono i migliori. Sono tutte persone che lavorano, onesti operai, cittadini impegnati. Non siamo super dottori o grandi tecnici (e non ne vediamo nelle altre liste) ma persone di buona volontà. Volontà che è mancata a quei individui che “ispirano fiducia” all’elettorato: medici, avvocati, insigni studenti... Questi si sono tirati indietro, ognuno per un suo motivo: “il lavoro”, “il paese non ha speranze”, “tra cinque anni ci esporremmo”, “Andrea è troppo forte..”. Non hanno intuito che il momento di combattere è adesso, il momento di tracciare una linea di separazione dalla “vecchia politica” è ora e che la battaglia è quella giusta e bisogna combatterla.

ANTONIO CIOFFI