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Poteri, Piaceri e Forestieri

dating leoben Le sempre più frequenti piogge estive stanno mitigando la solita estate torrida, ma l’aria del cambiamento stenta ad arrivare. E’ proprio vero, il popolo si sveglia solo quando si sente profumo di elezioni, e si ricorda che una volta era dotato di una capacità: quella di decidere.

site de rencontre des filles au senegal Ma non bisogna lasciarsi ingannare da questa parola: Decidere. In questo caso non è capire che tipo di scelta fare, no. Decidere in questo caso significa essere decisivi, cioè essere in grado di determinare un cambiamento per tutti, non accettare di sottostare alle regole, alle abitudini e di non soccombere al potere che noi non stiamo avvertendo, ma che c’è e lentamente ci sta schiacciando.  Questa scelta non la si fa in una cabina elettorale, ma la si fa ogni sera, quando prima di andare a letto mettiamo ordine nella nostra foresta di pensieri e a volte ricordiamo chi siamo, ma soprattutto cosa vorremmo essere stati.

view it now  C’è un gioco di poteri mascherati da un’ombra imponente che abbiamo creato noi stessi. Ci siamo messi tutti quanti di fronte alla luce del futuro per oscurare e far risplendere quelle che ormai stanno diventando rovine estese dell’Antica Villa Romana. Abbiamo eretto un muro e quei pochi che se ne stanno accorgendo cercano di buttarlo giù a suon di calci e pugni. Tanta rabbia e poca forza. A nulla serve evadere se alle spalle ci lasciamo un ghetto. E’ questo che stiamo facendo, ci stiamo ghettizzando nei nostri piccoli interessi, fatti di altrettanti piccoli piaceri che ci accontentano nel nostro circoscritto mondo famigliare. E mentre siamo convinti di avere il pieno controllo della nostra vita sociale dovremo presto scorgere che in alto c’è chi sta muovendo i fili della nostra volontà.

female hook up Non abbiamo a cuore un futuro coeso, abbiamo nel cuore solo la nostra sopravvivenza cellulare.  Il verdetto elettorale ha svelato che c’è una grande unione è vero, ma perché la stragrande maggioranza pensa allo stesso modo a far gli affari propri. Minori non è certo il paese del volontariato e dell’altruismo. Anzi, è certamente il nido delle peggiori intenzioni nei confronti dei nostri ideali nemici. E il Paese inteso come spirito unito se ne va, evanescente e inconsistente.

Un gioco di Poteri nell’ombra come dicevo. Di persone che accentrano tutto come se la dogana delle decisioni  stesse fianco a fianco con l’ufficio esecutivo. Di persone che non hanno ufficialmente un ruolo ma che aleggiano come satelliti perenni nell’orbita del Nucleo centrale. La fonte sorgiva fatta non a caso e spesse volte di sola acqua fresca e non come qualcuno agogna di fonte dell’eterna giovinezza. Un vero e proprio cancro che nessuno si azzarda neanche a curare perché c’è già chi pensa che le cose non possano cambiare.  E invece no. Perché quando si è subdoli o arroganti il rispetto va messo da parte e bisogna essere ancora più prepotenti di fronte a chi è abituato a sorridervi mentre vi mette la mano in tasca o a disseminar veleno dietro volgari fauci coperte da una mano. E intanto vogliamo far credere di avere una coscienza critica quando è noto a tutti che su 100 persone, le 10 persone che sono in disaccordo sono quelle che fanno più rumore dando un’immagine ben diversa dalla realtà. Un po’ come succede quando alle elezioni tutti dicono di sperare in qualcosa che poi in verità non avviene mai.

Non c’è fiducia in noi come popolo, ma siam pronti, storicamente, ad accogliere chi viene da appena un chilometro di distanza. Persone che hanno nella loro “non appartenenza” un diritto alla nascita a regnare sul nostro mellifluo feudo.  Il mistero è presto svelato: Vogliamo dimostrare al mondo di essere i migliori e ci piace sentircelo dire ma in cuor nostro non vorremmo mai che qualcuno di noi ce la faccia a riuscire in qualcosa. Qui si piange delle disgrazie altrui mentre indaghiamo per saperne tutti i dettagli e goderne in maniera a tratti viscida. Noi non siamo pronti per crescere, forse siamo pronti solo per distruggere e ammirane l’opera ultima. Siamo grandi narratori di disgrazie, quelle che più interessano alla gente, come fossimo un telegiornale dove la vera notizia spesse volte è una buona notizia e viene presa anche con diffidenza.

Non c’è motivo di stare allegri, ogni piccolo gesto viene ingigantito e personalizzato affinchè ogni minimo sforzo passi come cosa eccezionale e al limite delle nostre potenzialità. Vecchie tecniche pubblicitarie, vecchio stampo di propaganda. La verità è che siamo soli, senza guida, e senza avere una coscienza che si possa definire nostra. Siamo più vicini ad una posizione zero che non al tanto sospirato e atteso rilancio.

Siamo Soli, uniti solo da una cabina elettorale e dalla speranza di un piccolo e vano futuro tascabile.

Ognuno di noi merita di essere ciò che ha sempre sognato e meritiamo la possibilità di poterlo fare.

 

wikipedia reference Davide Sammarco

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