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Salotto riciclato ('A pedan e Mammeta)

Sono ormai alcuni mesi che a Minori si sta effettuando un certo restyling. Questo Restyilng ha un nome, Minori Art Space. Un progetto “sperimentale”, volto ad abbellire le vie della cittadina costiera con degli oggetti rivisitati e “riciclati” che riprendono vita per diventare oggetti di decorazione.

Una bella iniziativa che ha poi avuto una seconda fase negli ultimi giorni con la comparsa di alcune decine di panchine, per lo più piazzate sul corso principale, ottenute grazie al riciclo di alcune pedane di legno, quelle che, per intenderci, si usano come montacarichi; alcune sedie colorate con appoggiate delle fioriere e poi, dulcis in fundo, una adorabile Gabbia a forma di “NO” fatta con fil di ferro, contenitore di tante simpaticissime cianfrusaglie riconducibili alla negazione di qualsiasi Guerra (mia personalissima interpretazione). DEGUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST.

Voglio fare una premessa importante: chi crea questi oggetti e si industria nella sua rivalutazione ha la mia stima ed il mio apprezzamento. Ma qui mi fermo. perché questo per noi non è una rivalutazione, bensì una “Sopravvalutazione”: I numeri sono chiari: 11.000€, suddivisi in 2 tranche, 2 fasi sperimentali del progetto. Probabilmente si sperimenta la pazienza dei cittadini. Facendo qualche calcolo approssimativo possiamo presumere che ogni pedana ci è costata intorno ai 100€, solo per fare un esempio (e non tutte tra l'altro utilizzate, alcune sono ammassato nei pressi del campo, a fine lungomare e ingresso spiaggia). Tenendo conto dei costi di installazione e manutenzione (fino al 31 Luglio ndr). Soldi che, ovviamente diamo ai soliti venuti da fuori. Nessuna iniziativa in tal senso è stata presa per coinvolgere le associazioni e i talenti nostrani.

Quello che fa rabbia è come il popolo deve essere tenuto all’oscuro e non interpellato in un opera che ci tocca direttamente, soprattutto le attività commerciali, e che sembra voler passare come iniziativa low cost o addirittura gratuita (alzi la mano chi non ha pensato il giorno dell’installazione delle panchine che queste avessero potuto costarci qualcosa). Ma quel minimo di trasparenza va considerata e quindi certi numeri non si possono nascondere. 

Fa Rabbia perché queste “opere”, per quanto apprezzabili, non sono state “CONTESTUALIZZATE”, mancano di una coerenza estetica che stona con la semplicità del borgo marinaro e soprattutto chiaramente "TEMPORANEE"

Fa Rabbia sapere che oltre al loro ingiustificato costo, pesa anche la loro “PRECARIETA’”. Quanto tempo possono resistere alle prime piogge, ai primi temporali? Quanto tempo prima che cani e gatti si accorgano della loro utilità? 

Fa Rabbia sapere che il tanto decantato “COMUNE FIORITO” si ricopra fin davanti alla Basilica di fiori di plastica.

Fa Rabbia sapere che non viene data “PRIORITA’” a questioni più importanti, come ad esempio la strada di Via Gerardo Amato o la pericolosissima e disastrata Montuonica. senza contare il già citato Lungomare e campo di calcio. proposte che vengono regolarmente respinte con la motivazione “SOLDI NON CE NE SONO”… dopo aver visto questo spreco, posso solo dire che si tratta di un cumulo di BALLE!

Ma ciò che fa Rabbia più di tutto è il non tenere in considerazione il pensiero del cittadino, o forse si tiene in considerazione solo quella parte che non si leverà mai in protesta. Questi signori non hanno interpellato nessuno mentre si compieva una modifica estetica di non poco conto. Hanno cambiato il volto del vostro paese e non vi hanno chiesto niente, e non vi hanno detto quanto lo stavate pagando. Commercianti in primis. Non abbiamo visto, se esiste, un progetto di fattibilità, una sorta di anteprima di ciò che ci si aspettava. Ci ritroviamo a investire in beni che durano pochissimo e ci facciamo buttare il più classico fumo negli occhi per impedirci di guardare più a fondo e più lontano. Non è giusto essere interpellati solo quando si parla di elezioni, chiedere ad ogni singolo cittadino il proprio appoggio con promesse non vuol dire poi risentirsi dopo altri 5 anni. 

Forse sono il solo, ma come tutti voi, io pago la mia parte e preferisco che la mia macchina non si distrugga nelle buche della mia strada. Preferisco godermi il lungomare su una panchina all’ombra il pomeriggio. Preferisco non dover rischiare di inciampare ad ogni metro. Preferisco farmi male sul campetto per colpa mia e non a causa delle protezioni. E soprattutto preferisco sapere prima come verrano spesi i miei soldi piuttosto che sedermi su una panchina che non c’entra niente con il resto, in un salotto che è il nostro e non di chi decide di arredarlo di testa sua. 

Domani potreste trovarvi dei bidoni capovolti davanti casa spacciati come tavolini per giocare a carte o dei materassi pieni di fiori di plastica per la “pennichella” pomeridiana e allora forse, pur di dar ragione a chi vi sta simpatico, vi ci stenderete sopra e silenziosi vi addormenterete.

 

Davide Sammarco