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Una Battaglia Vinta, Un'Occasione Persa

Eccola l’occasione che da un anno a questa parte aspettava L’amministrazione comunale. L’autogol, il boomerang che, partito 3 anni fa, e ritornato in pieno volto ai consiglieri Proto e Mormile. L’occasione di sferrare il più facile dei “J’accuse”, quella irrefrenabile voglia di gridare al mondo chi sono i buoni e chi i cattivi. L’occasione però di stare in silenzio ed evitare facili trionfalismi non è stata colta. Una scelta che non fa altro che sottolineare l’arroganza e la paura al tempo stesso di chi non interrompe la propria campagna elettorale in nessuna occasione, come se non fosse mai finita. Come se gli elettori, i cittadini, fossero dei capelli, che lentamente e in maniera impercettibile si perdono senza poter essere mai più recuperati.

 Minori mortificata nella Politica e nelle Istituzioni…

Questo il titolo quanto mai veritiero del manifesto dell’amministrazione comunale. Ma questo, semmai, vale per entrambe le parti.

Ci si scaglia con veemenza, per schiacciare l’avversario. Si scade nel gioco delle parti aspramente criticato prima e strategicamente utilizzato adesso. Come se avessimo bisogno di sapere che le parti si odiano, e come nella più infantile delle dispute, si fa la gara a chi ha più ragione e non chi abbia ragione e basta. Una disputa, peraltro, che sulle offese e illazioni si basa e null'altro 

L’abile mossa di spiattellare in piazza ciò che sarebbe giusto rimanesse nelle aule dei tribunali è un colpo sprecato. Un gesto che può solo portare ad inasprire gli animi, in un paese che tanto dà peso al lato privato, un atto che può pesare sulla privacy. Un colpo che potrebbe in futuro essere restituito, annullandone così l’effetto primario ed incrinare le troppe certezze dell’attuale amministrazione. Così come abile è stata la scelta di far sottoscrivere l’atto a tutti i consiglieri: mossa utile, per confermare l’unione di intenti, e che ha ricordato ad alcuni cittadini che ci sono anche altre persone che fanno parte del consiglio comunale. 

E ci si chiede in tutto questo, dove sia questa attenzione per i cittadini. Questa è una caccia alle streghe. Demonizzare l’avversario e purificare la propria posizione, cercando di mostrarsi sempre giusti. Una cosa che lascia in bocca un forte retrogusto di ipocrisia. Creare dei “mostri” non ha come conseguenza altro che diventarlo a propria volta. E non importa se qualcuno dirà "avrebbero fatto lo stesso" oppure "hanno cominciato loro". I cittadini devono nutrirsi di ben altre cose e non di "querelle" e dispute buone solo per il chiacchiericcio. Si distoglie l'attenzione di tutti verso cose in cui non abbiamo competenza e che di certo non ci hanno spinto a votare l'una o l'altra parte. Se fino ad oggi l'amministrazione ha condannato il modus operandi della minoranza, con questo non ha fatto altro che sancirne la validità. Le conseguenze le vedremo in futuro.

Questo Manifesto si cela sotto forma di atto di “Giustizia” ma io non ci vedo altro che “Vendetta”. E per quanto in molti confondano le due cose, stiamo parlando di due modi davvero distanti di combattere le ingiustizie. Questo non fa onore. Le sentenze vengono spesso rilette, ribaltate e altre accuse possono essere mosse a loro volta scatenando un gioco senza fine, pericoloso e corrosivo, rallentando ulteriormente il corso della programmazione dell’Amministrazione, che già soffre delle sue lacune.

Quel tempo, rappresentato da una clessidra, che per scorrere fluidamente deve passare sempre per il centro, sempre e solo per una persona, annullando così l’efficienza e l’utilità di aver assegnato a tutti un ruolo. Ed il giorno che quel buco stretto dovesse intasarsi, che Santa Trofimena ci scampi e si dimentichi che qualcuno, nel giorno in cui si celebra l’unico vero eterno simbolo che unisce senza eccezioni la nostra comunità, abbia preso in prestito un po' del suo tempo e della sua attenzione per parlare d’altro.

Si potrà lottare a vita senza poter mai dimostrare gli errori di una o dell’altra parte
Ma bastano pochi gesti e poche parole per dimostrare ciò che si è. 

E basti questo come monito per tutti, nessuno escluso e me compreso.

 

Davide Sammarco