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Reale, il collante disgregante.

Quante ne potrei dire se adesso volessi scrivere dell’operato dell’amministrazione? Fiumi di parole sgorgherebbero come da una fonte sorgiva, pronti a rinfrescare i palati dei più accaniti oppositori e contestatori del nostro attuale Sindaco. Potrei facilmente alimentare polemiche feroci che si concluderebbero in giri di telefonate e tante chiacchiere per strada. Per ottenere poi cosa? Una vittoria morale? La liberazione dal tiranno e la tanto sospirata ricrescita economica e turistica del paese? No, non succederebbe questo...

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Era Meglio Prima (?!)

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Milena Gambardella,
maturità appena ottenuta tra i banchi ma totalmente acquisita per il coraggio e le parole usate in una recente lettera che sta facendo il giro del web in Costiera Amalfitana. Non solo un gesto di protesta ma un atto di coraggio mirato a squarciare l'omertoso silenzio di una disinformazione che sta prendendo sempre più piede proprio sulle testate giornalistiche. Uno schiaffo per genitori e figli che ci ha fatto ricordare che non siamo spettatori passivi di questi cambiamenti, bensì siamo i protagonisti e ne portiamo il peso della responsabilità.

Le abbiamo chiesto di raccontarci il suo punto di vista,

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Il Decalogo del Talebano

“Determinate cose accadono solo in due posti nel mondo: a Minori e in Afghanistan”


Vi osservo da dietro la mia barba, cittadini di questa vallata amena… Ebbene voi pensate che tra il mio ed il vostro mondo ci sia una grande differenza di civiltà. Vi sbagliate!
Ricordate che a noi è successo oggi, a voi 70 anni orsono, ma ad entrambi la democrazia è stata esportata a furia di bombardamenti dagli stessi liberatori.
Solo perché avete la testa chinata sui vostri aggeggi tecnologici anziché sui tappeti in moschea non significa che siete liberi. Solo perché avete da prima di noi la tessera elettorale non vi riteniate superiori. Sia per noi che per voi la democrazia non è la soluzione ed entrambi non ne siamo pronti e/o predisposti.
Tal cosa affermo non per uno ma per dieci motivi…

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Ich Bin ein Amalfitaner

La Costa d’Amalfi: per anni meta di turismo elitario, ambita da tutti e accessibile a pochi, si è ridotta al giorno d’oggi a un agglomerato di paesini di passaggio per arrivare ad Amalfi e a Positano.
Chi meglio di me, che lavoro in ambito alberghiero, può trattare un argomento scomodo come il turismo e le sue forme nella nostra piccola oasi felice?
Lavorando ad Amalfi posso davvero confrontare i due mondi e ammettere che al giorno d’oggi ci troviamo in una situazione molto particolare: sembra di essere a Berlino.
Dopo anni di divisione, quando finalmente fu abbattuto il muro che divideva la città in 2 parti, culture diverse si mescolarono ma, come ben sapete, al giorno d’oggi c’è ancora una netta differenza tra Berlino Ovest e Berlino Est.
Bene, il muro della nostra amata costiera è il Bivio di Castiglione.
Da Positano e Amalfi fino al “punto di separazione” c’è movimento, macchine parcheggiate su strada, gente che passeggia a piedi, parcheggi intasatissimi e bar strapieni di gente (per non parlare delle spiaggie…).
Passato il bivio di Castiglione ci si trova immersi nella nostra berlino est: strade sgombre (o che sono trafficate solo a causa di un autobus che blocca il passaggio), parcheggi vuoti o quasi, bar deserti…
Ogni volta che vado o torno dal lavoro, mi si presenta sempre la stessa situazione, e puntualmente mi chiedo: Perché?

 

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Santa Trofimena, Orgoglio Minorese

A Minori possiamo perdere tradizioni, abitudini e vecchi amici, ma ciò che non potranno mai toglierci è il nostro simbolo, la nostra amata protettrice: Santa Trofimena. Oggi più di ieri abbiamo bisogno di rivolgerci a lei, non solo per religiosa devozione, ma come unico vero punto di riferimento per ricordare a noi stessi la nostra appartenenza e la nostra storia. Quella storia che viene scandita, come fosse un rintocco all'anno, dai solenni festeggiamenti per la martire di origini sicule. Il segnalibro che ci aiuta ad analizzare il graduale ed inesorabile cambiamento personale e sociale.

C'è chi ricorderà la festa di 50 anni fa, quand'era solo un ragazzino, e penserà a come siano volati quegli anni e come lo stesso paese ora sia totalmente cambiato, negli atteggiamenti, nell'approccio stesso alle festività religiose. A come il fermento dell'attesa della festa fosse intenso e coinvolgente. A quella semplicità di vita paradossalmente complicata da raggiungere adesso, che siamo nell'era della possibilità di avere tutto ciò che i nostri nonni hanno ottenuto in una vita. La festa per sfoggiare l'abito buono, per godersi la famiglia e gli amici, quasi come fosse un Natale estivo. Altri tempi, impossibile fare un paragone. Impossibile scorgere una qualche similitudine. Ma il tempo scorre e le cose cambiano, questo non dipende da noi. Un pizzico di invidia però per chi ha vissuto certi momenti c'è.

C'è che come me ricorda la festa di 20 anni fa, quando la notte della festa coincideva con le notti magiche di Italia '90, e al termine dei fuochi vidi galleggiare sull'acqua una piccola imbarcazione con una grande bandiera tricolore fatta di fiaccole. Quella festa in cui anche un'evento comune come la festa patronale diventava l'occasione per sfoggiare la propria appartenenza politica, a scendoa dell'amministrazione vigente. C'era sempre fermento. C'erano già tanti di quei ragazzini in villeggiatura che per mia fortuna sono diventati anche grandi amici e lo sono rimasti nel tempo. Ricordo benissimo gli stabilimenti aperti di notte che triplicavano l'atmosfera di vitalità, una cosa a dire il vero che mi manca. Anche a questo serve ricordare quella o quell'altra festa.

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